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Sicilian Crossings... 25-26 AGOSTO 2008

 

Album Fotografico

Tabella Emigrazione

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Introduzione

Nell’ambito dell’attività del laboratorio storico, predisposte dal Dipartimento di Storia del Liceo Classico “E. Trimarchi” di S. Teresa di Riva nel corso dell’a. s. 2007/2008, le alunne Ruggeri Marzia e Trimarchi Maria Vittoria, insieme a Piani Fabiana e Scordo Rosa Anna, con il coordinamento della Prof. ssa Francesca Gullotta, hanno realizzato la presente ricerca, effettuata on line sul sito www.ellisisland.org, sugli emigranti, che all’inizio del Novecento, hanno lasciato GUIDOMANDRI E SCALETTA, per raggiungere il porto di New York e da lì le varie destinazioni negli Stati Uniti.

 

Gli studenti, individuati presso l’Ufficio anagrafe del comune di Scaletta, i cognomi specifici, sui registri on line del Museo di Ellis Island, hanno individuato di ogni emigrante:

 

- dati relativi alla nave su cui ha effettuato il viaggio

- il comune di provenienza

- la data di partenza

- la data di arrivo negli Usa

- l’età al momento dell’arrivo

- lo stato civile

- il finanziatore del viaggio

- il dollari posseduti

- la professione

- il grado di istruzione

- precedenti visite negli USA

- nome ed indirizzo e grado di parentela del contatto negli USA.

Gli emigranti italiani, ammassati tra pile di cartoni, valigie, animali, dopo circa 40 giorni di navigazione, raggiungevano Manhattan.

Per essere registrati, fino al 31 dicembre 1891, il punto di approdo era Castel Garden, sostituito, il primo gennaio 1892, da Ellis Island, l’isola principale di New York.

Quando le navi a vapore entravano nel porto, i passeggeri benestanti di prima e seconda classe, venivano controllati comodamente nelle loro cabine e portati a terra da ufficiali dell’emigrazione.

I passeggeri di terza classe, invece, erano condotti ad Ellis Island per una dura e umiliante ispezione e interrogazione.

 

Erano dieci le domande a cui venivano sottoposti:

1. Come ti chiami?

2. Da dove vieni?

3. Chi ha pagato per il tuo passaggio?

4. Sei mai stato ricoverato per infermità mentali?

5. Sei mai stato in galera?

6. Sei un anarchico?

7. Possiedi dollari?

8. Dove sei diretto?

9. Hai un biglietto di treno per la tua destinazione?

10. Hai un lavoro che ti aspetta?

 

Si eseguivano, inoltre, meticolosi controlli per eliminare i sospetti e i malati, questi ultimi venivano marcati sulla schiena con una croce bianca segnata col gesso, confinati sull’isola per una quarantena oppure reimbarcati. I dati attestano che almeno il 2% degli emigranti sono stati rimpatriati.

Dal 1917, quando gli Stati Uniti entrano nella prima guerra mondiale, i sentimenti anti-immigrazione e le ostilità isolazioniste raggiungono il massimo, il ruolo di Ellis Island cambia: da centro di smistamento per gli immigrati essa diventa un centro di detenzione per deportati e perseguitati politici. Con i decreti sull’immigrazione del 1921 e del 1924 gli U. S. A. negano l’accesso ai migranti ed Ellis Island viene chiusa definitivamente nel 1964.

Nel 1965 diventa monumento nazionale e viene aperta al pubblico.

Dal 1990 è un grande museo dell’immigrazione dove sono esposti i segni lasciati dagli immigrati: vestiti, tessuti, utensili.

Nelle varie sale le esperienze di vita vissuta sono ricostruite con fotografie, pannelli

esplicativi, documenti, registri, ricerche, libri, manoscritti, piccoli oggetti domestici, etc…

L’isola di Ellis è oggi proprietà federale all’interno della giurisdizione territoriale dei comuni di New York e del New Jersey.

 

 

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